Che cosa sono i manga shonen? | Cultura Pop

Se siete qui, probabilmente avrete già sentito il termine shonen in riferimento al mondo dei manga, un mondo incredibilmente diversificato in cui trovano spazio le storie e i generi letterari più disparati. Eppure, fra tutti i generi e sottogeneri, il più celebre, nonché il più venduto a livello mondiale, è proprio lo shonen. Ma come e quando nascono gli shonen? Quali sono le caratteristiche principali? Qual è il loro pubblico di riferimento? E quali sono i principali manga shonen? Questo articolo risponderà a queste e altre domande. Ma prima, è opportuno specificare cosa si intende di preciso con il termine shonen.

Che cosa sono i manga shonen?

Cosa significa shonen? Differenze fra target e genere

Molto spesso tendiamo erroneamente a considerare termini come shonen o seinen alla stregua di indicatori di un preciso genere letterario, proprio come facciamo, ad esempio, con parole come horror o thriller. Ma le cose non stanno affatto così. Termini come “shonen”, “shojo” e “seinen” sono dei semplici indicatori del target di pubblico a cui sono destinate queste opere (manga o anime che siano). Per questo non indicano affatto un genere ma, anzi, ne racchiudono diversi al loro interno: ecco perché, all’interno di questa categoria, possano coesistere opere spokon (di genere sportivo) come Slam Dunk, shonen di combattimento come Dragon Ball, opere horror e splatter come Devilman e manga più votati alla fantapolitica come L’Attacco dei Giganti. Alla luce di questo, dunque, anche la credenza secondo cui gli shonen siano tutti e solo di combattimento è errata, ma ne parleremo meglio in seguito.

Pubblico di riferimento e contenuti sono due concetti molto distanti, soprattutto per noi occidentali, che siamo abituati a identificare le opere in base al loro genere di appartenenza. Dunque, non è corretto chiedersi a quale genere corrispondano i manga shonen. Piuttosto, la domanda corretta è: a quale categoria demografica si rivolgono i manga shonen?

La parola “shonen” di per sé, infatti, significa semplicemente “gioventù” o “ragazzo”, per cui i manga shonen si rivolgono principalmente ai ragazzi di età compresa, indicativamente, fra i 12 e i 18 anni. La categoria corrispondente per il genere femminile, ovvero i manga destinati alle adolescenti, è quella degli shojo, mentre i manga destinati principalmente a un pubblico maschile più maturo sono i seinen.

Le caratteristiche: oltre lo shonen di combattimento

Anche se non si può parlare di un vero e proprio genere, esistono alcune caratteristiche comuni fra tutti i manga destinati ai ragazzi al di sotto della maggiore età, tratti riconducibili sia ad alcuni stilemi narrativi che alla caratterizzazione dei personaggi. Per quanto riguarda le tematiche, la struttura narrativa, i personaggi principali e i loro antagonisti, possiamo sinteticamente schematizzare come segue.

  • Protagonista: quasi sempre è un adolescente della stessa età dei lettori, di modo che questi ultimi vi si possano identificare. Caratterialmente, sovente il protagonista dei manga shonen è un ragazzo timido, emarginato e preso poco in considerazione e poco sul serio che finisce, però, con il riscattarsi, in qualche modo, da questa situazione. Anche questo espediente narrativo serve a creare empatia con i lettori i quali, rispecchiandosi nel protagonista, sentono che, anche loro, possono riscattarsi. Tuttavia, anche se, magari, il protagonista di uno shonen possa partire “svantaggiato”, non sempre ha problemi sociali o relazionali: pensate a Goku e Rufy, alla loro gioia di vivere, alle tantissime persone che li amano! Inoltre, l’obiettivo dell’eroe di un manga shonen non è mai quello di essere uno fra i tanti, ma primeggiare si chiunque, divenendo la persona più importante del proprio mondo.
  • Amici del protagonista: per quanto possa essere emarginato, il protagonista delle opere shonen non è mai solo: al suo fianco c’è sempre un gruppo di amici e compagni fedele, che spesso tende ad allargarsi, man mano che la storia procede, così i lettori, immedesimandosi, colgono la speranza che anche loro potranno trovare sempre più amici con i quali sentirsi a proprio agio.
  • Antagonisti: il loro compito è quello di contrastare in ogni modo il protagonista e i suoi amici, cercando di impedire loro di raggiungere i loro scopi. Possono essere personaggi “cattivi” fin da principio o divenirlo in seguito, ma possono anche redimersi, a un certo punto della storia. Questa diversificazione contribuisce a rendere gli antagonisti meno piatti e più realistici.
  • Viaggio: quasi mai i protagonisti di questi manga stazionano nel loro luogo di nascita. Spesso, invece, intraprendono un viaggio insieme ai loro amici. Il viaggio si rende dunque necessario per la maturazione dei personaggi e il raggiungimento dei loro obiettivi.
  • Violenza e sessualità: quando sono presenti, non sono visivamente troppo esplicite, brutali, sanguinose e aggressive come potrebbero essere, ad esempio, nei manga seinen, destinati a un pubblico adulto.

Quanto alla messa in scena generale, l’elemento che maggiormente risalta all’occhio è l’azione, indispensabile anche per fare in modo che il protagonista impari ad affrontare i problemi della vita. Spesso e volentieri, infatti, i manga shonen assolvono anche alla funzione di romanzo di formazione, mostrandoci la crescita e la maturazione dei diversi personaggi, a partire proprio dal protagonista: se è vero che l’eroe riuscirà, prima o poi, a raggiungere il suo scopo (ad esempio, diventare il Re dei Pirati per Rufy, o essere l’Hokage del Villaggio della Foglia per Naruto), è anche vero che non sarà facile.

La strada non è mai facile per l’eroe di un manga shonen, che dovrà sempre lottare con le unghie e con i denti per ottenere ciò che desidera, faticando, spesso, più di altri per poterlo ottenere: questo espediente narrativo serve per trasmettere ai ragazzi il messaggio che la forza di volontà e il duro lavoro prima o poi ripagano. Alcune opere, poi, portano questo concetto al limite, spingendo i lettori a non arrendersi e a superare i propri limiti. Emblematico, a tal proposito, il “motto” di All Might in My Hero Academia, “Plus Ultra“, locuzione latina che sta per “supera il limite”.

Lo scalare delle difficoltà si ricollega a questo aspetto: solitamente, più si va avanti nella storia, maggiori saranno gli ostacoli da superare o i nemici da battere. Questa sorta di “escalation” presente in modo preponderante negli shonen di combattimento deve moltissimo a Dragon Ball, che ha fatto dei power up (sia dei “buoni” che dei “cattivi) una sua caratteristica peculiare e distintiva che si è poi propagata ad altre opere come i già citati Naruto, My Hero Academia e One Piece.

my hero academia s

Proprio perché il termine shonen non fa riferimento a un genere, al suo interno ritroviamo, come già detto, opere di genere diverso. Lo stesso vale anche per le ambientazioni, sia spaziali che temporali: troviamo così opere ambientate in epoche e posti non meglio precisati, come Dragon Ball, o che si svolgono in un posto ben definito, ad esempio il Giappone, ma un’epoca passata, come Demon Slayer, o in un futuro distopico, come Ken il Guerriero.

Infine, come non parlare dell’immancabile fan service? Essendo, gli shonen, dei manga indirizzati principalmente ai ragazzi adolescenti, spesso abbondano di personaggi femminili particolarmente avvenenti i cui corpi, però vengono pesantemente deformati per metterne in risalto le curve. Il romanticismo, poi, non è sempre del tutto assente, ma non costituisce il cuore della narrazione di uno shonen (come avviene, invece, negli shojo).

Come capire se un manga è uno shonen?

Alla luce di quanto detto sopra, è possibile, quindi capire se un manga è uno shonen dalle tematiche e dalla presenza di una violenza e di una sessualità “edulcorate”; inoltre, anche dal punto di vista della narrazione, le trame sono un po’ meno complesse, rispetto ai manga che si rivolgono a un pubblico più maturo.

Tuttavia, come potete leggere anche nel nostro articolo dedicato ai manga seinen, esistono anche alcuni “trucchi” per capire se un’opera appartiene a un genere particolare. Trattandosi, come abbiamo già detto, di una classificazione basata non sul genere, ma sull’età e il sesso del pubblico di riferimento, un modo può essere semplicemente quello di conoscere il nome della rivista su cui un manga viene pubblicato, perché, spesso, contiene una parola che fa riferimento agli shonen, se non la parola stessa, come, ad esempio, Weekly Shonen Jump, Shonen Magazine.

Weekly Shonen Jump, Shueisha, Hajime Komoto
mashle diventa anime

Naturalmente, questo metodo non sempre funziona, se pensiamo a riviste come Gekkan GFantasy, che non contengono riferimenti espliciti al mondo shonen nel titolo. In questi casi, esiste un altro metodo: I manga shonen contengono i furigana, ovvero la trascrizione in hiragana (l’alfabeto sillabico usato per le parole di origine giapponese) o katakana (l’alfabeto sillabico usato per le parole di origine straniera) della pronuncia dei kanji (gli ideogrammi giapponesi). Non sempre la pronuncia dei kanji è chiara per i più piccoli, per cui questi ausili alla lettura sono pensati proprio per aiutarli. Quindi, se un manga rivolto a un pubblico maschile presenta i furigama, allora quello che stiamo leggendo è un manga shonen.

Gli shonen: un po’ di storia

La storia dei manga (letteralmente “immagini derisorie”) affonda le proprie radici nel diciottesimo secolo, ma il termine ha iniziato a entrare nell’uso comune solo nel ventesimo secolo. In questa sede, vi parleremo brevemente dell’evoluzione degli shonen e della loro storia, suddividendola in periodi.

Prima della Seconda Guerra Mondiale

Originariamente i manga non avevano un target specifico di lettori legato all’età o al sesso, ma quando, nel 1905, aumentarono le riviste di manga che, così, iniziarono a rivolgersi specificatamente ai ragazzi o alle ragazze, come dimostrano nomi come Shonen Sekai (una delle prime riviste di manga per ragazzi, attiva dal 1895 al 1914), Shojo Sekai (rivista con manga per ragazze) e Shonen Pakku (rivista di manga per bambini).

Periodo post-occupazione

Dal 1945 al 1952, d essere stato sconfitto nella Seconda Guerra Mondiale, il Giappone venne occupato principalmente da Stati Uniti e Regno Unito, insieme alle altre potenze vincitrici della guerra. L’occupazione ha avuto un profondo impatto sulla sua cultura giapponese e, quindi, anche sui manga, durante gli anni ’50 e oltre. Pensate che i manga moderni si sono sviluppati durante questo periodo, di cui ragazzi e adolescenti sono stati tra i primi lettori.

Durante questo periodo, i manga shonen si sono concentrati su argomenti ritenuti interessati per i ragazzi: argomenti di fantascienza come robot e viaggi nello spazio, il tutto arricchito a una buona dose di avventura e azione. Fra i mangaka più influenti (non solo per quanto riguarda gli shonen), nonché uno dei primi dell’età moderna e fra i più conosciuti è Osamu Tezuka, il “Dio dei manga” e creatore, fra gli altri, di Astro Boy e Kimba, il Leone Bianco.

Manga
Osamu tezuka

Tra il 1950 e il 1969 il numero di lettori di manga in Giappone crebbe sempre più, in concomitanza con l’affermarsi dei suoi due filoni principali: i manga shojo e, per l’appunto, proprio i manga shonen.

Weekly Shonen Jump nacque nel 1968 e ancora oggi è la rivista di manga più venduta in Giappone. Ha pubblicato e continua a pubblicare molti degli shonen più famosi: Dragon Ball, Captain Tsubasa, I Cavalieri dello Zodiaco, Le bizzarre avventure di JoJo, Slam Dunk, Yu-Gi-Oh!, One Piece, Bleach, Hunter x Hunter, Death Note, Naruto, ma anche i più recenti My Hero Academia, Demon Slayer – Kimetsu no Yaiba e Jujutsu Kaisen. Per citarne solo pochissimi!

Con l’allentamento della censura in Giappone, negli anni ’90, un’ampia varietà di temi sessuali un po’ più espliciti è apparsa anche nei manga destinati ai lettori maschi più giovani. Tuttavia, nel 2010 il governo di Tokyo ha approvato il controverso disegno di legge 156 per limitare i contenuti ritenuti dannosi per i più giovani, nonostante l’opposizione di molti autori ed editori nell’industria dei manga.

Manga shōnen moderni

Ken il Guerriero di Buronson e Tetsuo Hara (1983 – 1988) e Dragon Ball di Akira Toriyama (1984 – 1995) hanno dettato le regole di scrittura e le tendenze principali dei manga shonen dagli anni ’80 in poi e, per questo sono stati presi a modello da moltissimi autori a loro contemporanei e successivi. In particolare, molti autori shōnen di successo come Eiichiro Oda (One Piece), Masashi Kishimoto (Naruto), Tite Kubo (Bleach) e Hiro Mashima (Fairy Tail) citano proprio Akira Toriyama e il suo Dragon Ball fra le loro fonti di ispirazione.

A loro volta, entrambe le serie sono state influenzate dai film di arti marziali degli anni ’70 come I 3 dell’Operazione Drago, con Bruce Lee, (1973) e Drunken Master (1978), con Jackie Chan.

Dopo l’arresto, il processo e l’esecusione del serial killer Tsutomu Miyazaki, soprannominato “il killer otaku”, le rappresentazioni della violenza e delle scene più esplicitamente sessuali sono state regolamentate nei manga in generale, ma specialmente negli shonen. Questo perché gli omicidi di Tsutomu Miyazaki hanno scatenato un panico diffuso nei confronti degli otaku (ovvero gli appassionati di anime e manga), e si arrivò perfino a pensare che manga, anime e film horror avessero fatto di Miyazaki un killer seriale.

Shonen: i manga principali

Non è certo nostra presunzione credere di poter parlare di tutti i principali manga shonen: poiché stiamo parlando dei manga più letti al mondo, i nomi da menzionare sarebbero davvero tantissimi. Abbiamo quindi pensato di parlarvi brevemente di alcuni dei manga shonen più conosciuti. Per una consultazione che possa darvi modo di capire immediatamente quali siano i manga più o meno recenti, le abbiamo classificate in ordine cronologico. Inoltre, all’interno di ogni sezione troverete anche i link ai nostri articoli che parlano delle opere più nel dettaglio.

I migliori manga shonen degli anni ’50 – ’70

La fine della Seconda Guerra Mondiale portò con sé, in Giappone, le sue nefaste conseguenze, dalle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki a un’economia distrutta dal conflitto stesso. Queste tematiche si riflettono anche nei manga shonen di quel periodo, incentrati, sì, sui conflitti, ma anche sui progressi di scienza, tecnologia e medicina, visti, però, con occhio critico, perché possono essere impiegati sia per il bene che per il male.

Astro Boy di Osamu Tezuka (1952 – 1968)

Fondamentale per i manga shonen, Astro Boy è un personaggio molto amato: pensate che lo stesso Walt Disney si complimentò con il suo creatore, Osamu Tezuka. Astro Boy è una macchina dotata di sentimenti creata dal dottor Tenma in sostitizione di suo figlio morto, di cui Astro Boy ha le sembianze. Tuttavia, ben presto lo scienziato si rende conto che una macchina non può sostituire suo figlio. In seguito, Astro Boy combatterà il crimine sfruttando i suoi straordinari poteri. Su questo manga si basano una serie televisiva live action, serie animate e videogiochi, che hanno contribuito a mantenere vivo l’interesse per questa opera, così importante per il filone fantascientifico e quello dei mecha.

Mazinger Z di Go Nagai (1972 -1974)

Il primo e più importante filone delle opere di Go Nagai è quello dei mecha, di cui Mazinger Z è considerato un caposaldo. Il mecha è pilotato da Ryo Kabuto, che dovrà sventare i piani del malvagio Dottor Inferno, in grado di controllare alcune antiche macchine trovate durante uno scavo insieme al nonno di Ryo, il Dottor Juzo Kabuto. Sequel, anime, film, remake e crossover di Mazinger Z testimoniano l’importanza di un manga che ha stabilito le regole per il genere mecha.

Devilman di Go Nagai (1972 – 1973)

Appartenente al filone demoniaco di Go Nagai, Devilman è una pietra miliare imprescindibile per i manga shonen. Fudo Akira è un ragazzo timido e impacciato che finirà per fondersi con il demone Amon per poterne sfruttare i poteri con il fine di combattere i demoni, i quali hanno fatto il loro ritorno sulla Terra.

Di ispirazione per manga celeberrimi come Tokyo Ghoul, Naruto e L’Attacco dei Giganti (principalmente per la tematica del protagonista che si fonde, suo malgrado, con un’entità avversa), Devilman è stato trasposto anche in anime, film live action, sequel, OAV, videogiochi e reinterpretazioni, l’ultima delle quali è la serie animata Devilman Crybaby, di Masaaki Yuasa.

I migliori manga shonen degli anni ’80

In questi anni i lettori di manga aumentarono ancora rispetto agli anni precedenti, e gli shonen si sono arricchiti di opere che trattano tematiche ancor più diversificate, come lo sport, il cui aspetto agonistico e competitivo viene ripreso nella struttura stessa dei manga shonen, principalmente quelli di combattimento, uscendo, così, dal genere spokon: gli shonen, infatti, sono basati sul duro allenamento che porta a migliorare le proprie prestazioni e in cui possono essere presenti dei veri e propri tornei e competizioni.

Gli anni ’80 furono caratterizzati anche dal declino economico del Giappone, tematica, questa, che si riflette in opere ambientate in periodi che seguono, ad esempio, un olocausto nucleare, come Ken il Guerriero.

Captain Tsubasa di Yōichi Takahashi (1981 – 1988)

Celebre in Italia grazie all’anime, conosciuto qui da noi, negli anni passati, con il nome di come Holly e Benji – Due fuoriclasse, Captain Tsubasa è un manga di genere spokon incentrato sul mondo del calcio giovanile. Protagonista principale, come suggerisce il titolo originale dell’opera, è Tsubasa Ozora (Oliver Hutton nell’anime italiano), un attaccante che sogna di entrare nella Nazionale Giapponese e di vincere i Mondiali di calcio. Inizialmente suo antagonista, il talentuoso portiere Genzo Wakabayashi diventerà suo amico e compagno di squadra.

Captain Tsubasa

Diversi anime, film e videogiochi dedicati a Captain Tsubasa contribuiscono a mantenere vivo l’interesse per un manga in cui passione, amicizia e sport sono legati a doppio filo.

Ken il Guerriero di Buronson e Tetsuo Hara (1983 – 1988)

I testi di Buronson e le tavole di Tesuo Hara hanno dato vita al manga shonen post-apocalittico più conosciuto di sempre: Ken il Gueriero o, se preferite il titolo originale, Hokuto no Ken. Kenshiro è il 64º successore della Sacra Scuola di Hokuto, un’antica arte marziale che permette di uccidere i propri avversari mediante la pressione di determinati punti del loro corpo; tale pressione riesce, in pochissimi secondi, a far esplodere i corpi dall’interno. In un mondo alla Mad Max flagellato da povertà diffusa e scorribande di criminali di ogni sorta, Kenshiro si ritroverà ad affrontare tanti temibili avversari, ma sempre al fianco dei suoi compagni di viaggio e degli amici che incontrerà lungo il suo cammino.

Ken il guerriero

Considerato fra i manga più influenti di sempre, Ken il Guerriero ha ispirato molti autori successivi, fra cui il compianto Kentaro Miura (Berserk) e Makoto Yukimura (Vinland Saga), oltre a vantare serie anime, film live action e videogiochi a esso ispirati.

berserk capitolo 369

Dragon Ball di Akira Toriyama (1984- 1995)

Non servono presentazione per quest’opera così conosciuta e influente! Dragon Ball è una storia vagamente ispirata alla mitologia orientale il cui protagonista principale è un bimbo di nome Goku, dotato di una forza smisurata. Il piccolo ha ereditato da suo nonno Son Gohan una misteriosa sfera con 4 stelle. Sarà solo grazie all’incontro fortuito con Bulma che Goku scoprirà la verità sulle Sette Sfere del Drago, che hanno il potere di evocare il Drago Shenron, in grado di esaudire qualsiasi desiderio.

dragon ball sd

Infarcito anche di divertenti e imprevedibili scontri di arti marziali, Dragon Ball è probabilmente il manga più conosciuto al mondo, nonché un vero e proprio caposaldo degli shonen di combattimento e vanta tutta una serie di sequel, film di animazione e in live action, videogiochi e perfino interi parchi a tema.

Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco di Masami Kurumada (1985 – 1990)

Basato sulla mitologia greca, questo manga vede un cambiamento nei corpi dei protagonisti, che non sono sempre supermuscolosi, ma diventano un po’ più asciutti. Il protagonista è, come suggerisce il titolo originale dell’opera, un ragazzo di nome Seiya, rimasto orfano, che ottiene l’Armatura di Bronzo di Pegasus, divenendo, così, uno degli 88 guerrieri che combattono per la loro Dea protettrice, Atena.

Shun, Shiryu, Seiya, Hyoga, Ikki
Cavalieri dello Zodiaco

Il Franchise di Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco è molto ricco, trattandosi di una saga particolarmente amata e conosciuta, e include diversi seguiti, videogiochi, musical e libri a tema.

Le Bizzarre Avventure di JoJo di Hirohiko Araki (1987 – in corso)

Quella di JoJo è una saga generazionale: ogni arco narrativo vede infatti come protagonista principale un membro della famiglia Joestar, che si ritroverà, volta per volta, coinvolto in tutta una serie di avventure… bizzarre! Sempre affiancato da un gruppo di amici disposto ad aiutarlo, il Joestar di turno dovrà affrontare diversi nemici, alcuni dei quali, come Dio Brando, sono ricorrenti. Anche gli stessi membri della famiglia Joestar e i loro amici protagonisti delle serie precedenti fanno la loro ricomparsa, a volte, nelle serie successive, a rimarcare il legame fra queste.

Le Bizzarre Avventure di JoJo

Grazie a uno stile grafico ricercato e in continua evoluzione, storie incredibili, riferimenti più o meno espliciti al mondo della musica, combattimenti mozzafiato e spesso brutalissimi, Le Bizzarre Avventure di JoJo è un’opera in divenire che ha perfino mutato il suo target di riferimento in corso d’opera: iniziato come uno shonen, ora JoJo è diventato un seinen. Diversi OAV, videogiochi, serie di animazione, film d’animazione e live action, light novel e racconti brevi, l’opera di Araki vanta anche la collaborazione con la casa di moda Gucci. La serie di animazione, come il maga, è in corso d’opera, e sta per essere pubblicata la seconda parte di Stone Ocean.

I migliori manga shonen degli anni ’90

Alla fine degli anni ’80 il terrore per una guerra nucleare iniziò a diminuire per via del fatto che l’Unione Sovietica stava per dissolversi. Questa paura venne però sostituita da quella per fenomeni inspiegabili come gli UFO e gli alieni. Nella seconda metà degli anni ’90 si diffuse, in Giappone, un clima di incertezza a causa di disastri naturali e attacchi terroristici che si riflette in opere angoscianti come Neon Genesis Evangelion, la rivoluzionaria serie animata fantascientifica creata da Hideaki Anno nel 1995.

Evangelion

(1995), sarà uno dei più angoscianti dell’ultima decade del ‘900 nipponico. Ci saranno terremoti, incidenti aerei e attentati terroristici frutto di sette religiose. Nel maggio dello stesso anno terminerà Dragon Ball, ma in questo ambiente di panico, angoscia e incertezza nascerà Neon Genesis Evangelion.

Slam Dunk di Takehiko Inoue (1990 – 1996)

Come suggerisce il titolo, Slam Dunk è un manga spokon incentrato sul basket. Hanamichi Sakuragi è un ragazzo che viene spesso preso in giro dai suoi amici. Quando, poi, una ragazza che gli piace lo molla per un giocatore di basket, Hanamichi sviluppa un vero e proprio odio per questo sport, finché la sua nuova amica Haruko Akagi lo convince a entrare nella squadra di basket scolastica. Inizia così la sua avventura in questo sport

Shueisha, Weekly Shonen Jump, Takehiko Inoue, Toei Animation
slam dunk

Slam Dunk è così importante da aver spinto moltissimi ragazzi giapponesi ad avvicinarsi al basket, forte anche di richiami più o meno espliciti al campionato statunitense NBA, il più conosciuto al mondo. Oltre a videogiochi e OAV ispirati all’opera di Takehiko Inoue, esiste anche una serie animata di Slam Dunk, che, però, non è mai stata portata a termine per volere dello stesso Inoue, poiché la serie si stava discostando troppo dal suo manga.

Yu-Gi-Oh! di Kazuki Takahashi (1996 – 2004)

Yugi Mutou è un grande appassionato di giochi che, un giorno, risolve un antico puzzle, liberando, così, l’anima di un antico faraone egizio che, da quel momento in poi, entra nel corpo del giovane Yugi, aiutando lui e i suoi amici quando vengono minacciati dalle forze oscure grazie a dei combattimenti il cui campo di battaglia è una plancia di gioco su cui i duellanti evocano carte mostro, magie e trappole: èp il gioco di carte Duel Monsters.

Caso più unico che raro, il manga di Yu-Gi-Oh! ha ispirato il gioco di carte collezionabili omonimo pubblicato da Konami, che si rifà proprio a Duel Monsters. Il gioco di carte, spin-off di vario tipo, seguiti, serie di animazione e videogiochi costituiscono l’eredità del compianto Kazuki Takahashi.

One Piece di Eiichiro Oda (1997 – in corso)

One Piece è l’Odissea moderna in cui il viaggio è più importante della meta, che è già nota. Monkey D. Luffy è un ragazzo che, grazie a un Frutto del Diavolo, ha il corpo fatto di gomma. Il suo sogno è trovare il famigerato One Piece, un misterioso tesoro nascosto sull’isola di Laugh Tale dal defunto re dei Pirati Gol D. Roger per poter divenire, un giorno, egli stesso il Re dei Pirati, impresa che gli verrà facilitata dai suoi amici e compagni di viaggio, ma che verrà osteggiata da moltissimi e potentissimi avversari, anche loro intenzionati a mettere le mani sul famigerato One Piece.

oda dopo one piece

Il franchise si è arricchito, negli anni, di film animati, OAV, videogiochi, parchi a tema, rappresentazioni teatrali, libri illustrati e chi più ne ha, più ne metta! Attualmente, Netflix è anche al lavoro su una serie televisiva live action ispirata alla monumentale opera in corso di Eiichiro Oda, unico mangaka, oltre al già citato Hirohiko Araki, ad aver collaborato con Gucci. Sulla cresta dell’onda da oltre 20 anni, One Piece è fra i manga più amati e venduti, i cui misteri più reconditi devono essere ancora svelati.

Naruto di Masashi Kishimoto (1999 – 2014)

Altro celeberrimo shonen di combattimento, Naruto ha come protagonista il ragazzo che dà il nome al manga, nel cui corpo è stata sigillata Kurama, il Demone a Nove Code, per impedire che distruggesse il Villaggio della Foglia, Konoha. Naruto, emarginato per via della sua condizione, è comunque un ragazzo coraggioso e ambizioso: il suo sogno è quello di divenire, un giorno, Hokage del suo villaggio.

Naruto
Naruto

Grazie a una storia avvincente e a bellissime scene di combattimento, Naruto è ormai diventato un manga shonen classico, che ha ispirato serie animate, spettacoli teatrali, videogiochi e spin-off: attualmente è in corso la pubblicazione di Boruto, sequel di Naruto incentrato su suo figlio.

I migliori manga shonen degli anni 2000: parte 1

Negli anni 200 gli shonen si arricchiscono di manga che trattano argomenti molto diversi dai classici shonen di combattimento degli anni precedenti. Tematiche legate alla psicologia, alla scienza e alla fantapolitica iniziano a prendere sempre più piede, diversificando notevolmente l’offerta proposta ai lettori. Inoltre, iniziano a mutare anche i generi da cui attingere, per cui, in questi anni, sono state scritte opere horror, fantasy, fantascientifiche.

Fullmetal Alchemist di Hiromu Arakawa (2001 – 2010)

In una versione alternativa della Terra, l’alchimia è scienza. In questo mondo si muovono i fratelli Edward e Alphonse Elrich, due ragazzi che portano i segni della trasmutazione umana. Quando erano piccoli, Ed e Al hanno perso la loro mamma. Così, pensarono di riportarla in vita tramite l’alchimia. Purtroppo, il processo ha preso una brutta, imprevista piega, e ha richiesto, in ottemperanza al “principio dello scambio equivalente“, dei pesanti tributi: Ed ha perso il braccio estro e la gamba sinistra, mentre Al ha perso completamente il suo corpo, e ora sopravvive solo perché Ed ha vincolato con il sangue l’anima del suo fratellino a un’armaura.Scopo dei due fratelli sarà trovare la Pietra Filosofale, nella speranza possa restituirgli i loro corpi.

Fullmetal Alchemist

Esistono due diverse serie di animazione di Fullmetal Alchemist, oltre a film animati e in live-action, light novels e videogiochi.

Death Note di Tsugumi Ōba e Takeshi Obata (2003 – 2006)

Light Yagami è un ragazzo che, un giorno, trova un Death Note, un taccuino su cui gli Shinigami annotano i nomi di coloro che devono morire. Così, Light si trasforma in una sorta di giustiziere, aiutato anche da Ryuk, lo Shinigami a cui appartiene il Death Note. Ma sulle sue tracce c’è già l’abilissimo investigatore L. Chi dei due avrà la meglio?

Death Note è un thriller appassionante che ribalta i canoni classici degli shonen: non è il più forte, ma il più astuto ad avere la meglio. L’opera è stata adattata anche in una serie anime, film di animazione e live action, light novels, musical e videogiochi.

L’Attacco dei Giganti di Hajime Isayama (2009 – 2021)

Fra i manga moderni più amati, un posto speciale merita Shingeki no Kyojin (“Il Gigante d’Attacco“), shonen incentrato sulla fantapolitica. In un mondo immaginario, Eren Jaeger e i suoi amici vivono nel perenne terrore che la città di Shiganshina in cui vivono venga presa d’assalto dai Giganti, misteriose e inarrestabili creature votate unicamente alla distruzione. Scopo di Eren e i suoi amici sarà, cercare di salvare la città, anche alla luce delle terribili verità sul loro mondo che verranno a conoscere…

l’attacco dei giganti stagione finale – parte 2

Il franchise dell’Attacco dei Giganti è molto ricco e spazia fra anime (attesissimo è il finale animato della saga), videogiochi, libri e anche un film live-action.

I migliori manga shonen degli anni 2000: parte 2

La seconda metà degli anni 2000 è caratterizzata dal ritorno in grande stile degli shonen di combattimento, anche se, adesso, le caratteristiche sono un po’ cambiate: ai corpi supermuscolosi di manga come Ken il Guerriero e Le Bizzarre Avventure di joJo si sostituiscono protagonisti di età più giovane e con corporature meno massicce, anche perché i giovani lettori possono trovare più semplice immedesimarsi in ragazzi comuni come loro, piuttosto che in uomini altissimi e forzutissimi. Un esempio può essere Izuku Midoriya di My Hero Academia.

My Hero Academia di Kōhei Horikoshi (2014 – in corso)

My Hero Academia è uno shonen di combattimento che unisce lo stile dei manga con quello dei comics. In un mondo in cui l’80% delle persone nasce con un’abilità speciale definita Unicità (o Quirk), Izuku Midoriya sogna di diventare un eroe. Purtroppo, però, il ragazzo è nato senza poteri, e il suo sogno sembra non potersi realizzare mai. Un giorno, però, Midoriya incontra il suo mito, l’eroe più forte del mondo, il grande All Might, il quale gli cede il proprio Quirk. Inizia così l’avventura di colui che, un giorno, diventerà l’eroe numero 1 al mondo.

my hero academia stagione 5

Spettacoli teatrali, light novel, videogiochi, film di animazione e una serie animata attualmente ancora in corso (come il manga) danno il senso di quanto questa serie sia amata dai lettori di tutto il mondo.

Demon Slayer – Kimetsu no Yaiba di Koyoharu Gotōge (2016 – 2020)

Nel Periodo Taishō (1912 – 1926) il giovane Tanjiro Kamado viene colpito da una disgrazia: la sua intera famiglia è stata sterminata dai demoni. Solo sua sorella minore Nezuko si è salvata, ma è stata trasformata in demone. Così, Tanjiro intraprene un viaggio e si sottopone a prove durissime per poter diventare un ammazzademoni, nella speranza di poter trovare una cura per Nezuko e per tutte le altre persone trasformate in demone.

Demon Slayer
anime su Prime Video

Anche se il manga si è già concluso, l’anime è in corso, e c’è anche un film di animazione, Mugen Train, oltra anche a trasposizioni videoludiche dell’opera.

Dr. Stone di Riichirō Inagaki e Boichi (2017 – 2022)

Scritto da Riichirō Inagaki e illustrato da Boichi, Dr. Stone è un manga ambientato nel 5738. 3.700 anni prima tutti gli esseri umani si sono misteriosamente trasformati in pietra. Senku Ishigami, protagonista principale della storia, si risveglia, così, in un mondo ostile e in cui tutti i progressi scientifici e tecnologici dell’uomo sono andati perduti. Ma non irrimediabilmente: grazie alle sue straordinarie doti di scienziato e all’aiuto di alcuni amici e collaboratori, Senku riuscirà a creare medicine, attrezzi, oggetti e macchinari moderni partendo da zero. Il suo obiettivo sarà anche cercare di capire cosa abbia trasformato gli esseri umani in pietra.

Grazie a spiegazioni incredibilmente puntuali, una storia appassionante e le bellissime tavole di Boichi (che ha anche illustrato, fra le altre cose, il manga spin-off di One Piece dedicato a Portgas D. Ace), Dr. Stone riuscirà a farvi esaltare proprio come Senku, di fronte ai prodigi della scienza!

Jujutsu Kaisen di Gege Akutami (2018 – in corso)

Chiudiamo questa carrellata con Jujutsu Kaisen, shonen dark fantasy ambientato in un mondo in cui le emozioni negative delle persone si trasformano in energia malefica, che, però, gli Stregoni riescono a controllare e usare nei combattimenti. Quella che, invece, si disperde dai corpi delle persone comuni dà origine alle Maledizioni. Protagonista della storia è Yuji Itadori che, suo malgrado, si fonderà con la Maledizione Ryomen Sukuna, mantenendo, però, il controllo del suo corpo.

Jujutsu Kaisen

Grazie anche alla serie animata, Jujutsu Kaisen è diventato un manga shonen molto apprezzato dagli appassionati.

Che cosa sono i manga shonen? | Cultura Pop